Norcia, i cenni storici e i monumenti
Durante il periodo dell'alto medioevo, la città di Norcia subì profonde trasformazioni sia a livello strutturale e urbanistico (a causa dei numerosi terremoti che la colpirono), sia a livello politico, in quanto, con l'arrivo dei Longobardi, la città di Norcia venne unita al Ducato di Spoleto. Contestualmente, in questo periodo, il comune subì un drastico calo demografico che, unito alla riorganizzazione cittadina, portò ad una riduzione della cinta muraria e alla suddivisa in guaite, o rioni, della civitas. Proprio per essere definita tale, una guaita o un rione dovevano avere una chiesa, un punto d'acqua ed una piazza. Anche se, religiosamente parlando, Norcia aveva un centro già evangelizzato nel III secolo a.C. da San Feliciano (l'attuale Basilica di Santa Maria Argentea), in ques'epoca si realizzarono molte delle chiese attualmente conosciute.
Nella piazza di Norcia troviamo la Basilica di San Benedetto.
“Ora et labora”, è su questo principio fondamentale di San Benedetto che affondano i pilastri del monachesimo occidentale. San Benedetto, secondo la tradizione popolare più sentita, viveva in quella che oggi è un'ala del monastero benedettino, una serie di edifici che, dopo qualche anno di abbandono, sono tornati ad ospitare i monaci dell'ordine fondato dal Santo di Norcia.
Al fianco della basilica, nel lato più a nord della piazza, si trova il Palazzo Comunale, il quale riveste, dalla sua creazione ad oggi, un ruolo di importanza rilevantissima. L'attuale aspetto è il risultato dei lavori iniziati per progetto del perugino Domenico Mollajoli e terminati nel 1876.
Altro importante componente della piazza di Norcia è la Castellina, situata nel lato occidentale, in tutto lo splendore e l'austerità di cui è portatrice. Il palazzo, o per meglio dire la rocca, nacque per essere la residenza fortificata dei governatori apostolici, contrariamente a tutte le attuali concezioni secondo le quali la Castellina doveva fungere da fortilizio. Nel 1554 un sanguinoso scontro ne determinò l'edificazione; dietro un progetto tanto ambizioso si muoveva la mano esperta dell'architetto Jacopo Barozzi, meglio conosciuto come il “Vignola”, il quale, il 28 agosto del 1554, alla presenza del governatore Sebastiano Atracino, disegnò il tratto, ora sotterraneo, che, dall'interno della Castellina, conduce direttamente alla Porta muraria esterna detta delle Ceresce.
